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Tatuaggi & Marinai

di Francesca Farina - 14 luglio 2016

Perché i tatuaggi devono essere dispari?

Fu il Capitano Cook durante i suoi viaggi in Pacifico a scoprire l’antica pratica polinesiana di decorare in modo permanente il corpo con disegni, e furono proprio gli equipaggi reduci dai viaggi intorno al mondo che riportarono tra il XVII e XVIII secolo questa pratica in Europa

La leggenda vuole che il marinaio che partiva per la prima volta, si tatuasse nel porto di partenza, poi una seconda volta nel porto di destinazione e, infine, una terza volta fatto ritorno di nuovo a casa. E la storia si ripeteva per i viaggi successivi.

Avere tatuaggi in numero pari significava quindi essere lontano da casa e in balia degli eventi e portava sventure, quando la nostalgia della propria terra si faceva sentire di più. Una volta tornato a casa quella situazione veniva immediatamente cancellata con un nuovo tatuaggio, che riequilibrava il numero dispari.

Ecco quindi perché i tatuaggi dovrebbero essere dispari. Perché era importante che un uomo partisse, facesse le sue esperienze e riportasse a casa la pelle.

Oggi naturalmente non si parte più con i velieri per pericolosi viaggi tra mari in tempesta e pericoli di abbordaggio, ma molta della superstizione dei marinai è giunta fino a noi per vie inaspettate. Quindi la prossima volta che penserete ai tatuaggi dispari, ricordatevi che dietro c’era anche la sofferenza, la nostalgia e il pericolo di questi antichi lupi di mare.

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Perché i marinai di un tempo si tatuavano una rondine?

In origine sembra che il simbolo della rondine derivi dall’idea che questo uccello, capace di percorrere lunghe distanze, fosse per i marinai un segno annunciatore della terra, in altre parole il simbolo del ritorno a casa. L’idea che la terra fosse vicina faceva dunque sì che l’entusiasmo e il buonumore propagassero a bordo: di conseguenza, la rondine è ugualmente sinonimo di fortuna e di buona notizia. I marinai si facevano tatuare una rondine una volta che avessero percorso 5000 miglia e un’altra una volta doppiata la boa delle 10000 miglia.

È questa la ragione storicamente invocata che conduce generalmente a tatuarsi due rondini, spesso simmetriche, per simbolizzare il fatto di aver superato numerose prove, riprendendo così la metafora del marinaio che ha affrontato il mare con la speranza di rientrare a casa sano e salvo e ritrovare così la sua donna, come la rondine che torna ogni anno dopo la migrazione. Essa rappresenta dunque anche in un certo senso la fedeltà,  la lealtà verso la famiglia.

Un tempo si diceva che se per disgrazia un marinaio non fosse rientrato a casa sua, le rondini che aveva tatuate sul suo corpo avrebbero preso la sua anima dalle acque profonde e l’ avrebbero portata in paradiso: il simbolo dell’uccello come “traghettatore” dell’anima è fra l’altro un tema mitologico classico.

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